Resina epossidica cosa è e perché si usa

Resina epossidica: cosa è e perché si usa?

Cos’è la resina epossidica e perché si usa?

La maggior parte delle ricerche su Internet riguardanti la resina epossidica portano a pagine che ne evidenziano l’utilizzo soltanto per creazioni artistiche, fai da te, gioielli, tavoli, e così via. Nonostante sia vero che uno degli usi principali della resina epossidica sia questo, non è tutto qui. E sarebbe anche semplicistico ridurre un materiale come questo alla mera creazione di oggettistica.

Come avvenuto per il poliuretano, le origini della resina epossidica risalgono agli anni 30-40 e alla ricerca chimica che ha portato i produttori a sviluppare nuovi materiali, più performanti e duraturi.

Per dare qualche data, è del 1939 il brevetto sulla resina epossidica mentre la produzione è iniziata nel 1946.

A partire da lì, questo materiale è diventato via via sempre più importante in tantissime applicazioni diverse, grazie alle sue caratteristiche e ai suoi vantaggi.

Ma perché? Scopriamolo nell’articolo.

Cosa è una resina epossidica?

La resina epossidica è, strettamente parlando, un polimero termoindurente. Si tratta di formulati chimici che con opportune condizioni di temperatura (o con la presenza di particolari sostanze) da liquidi diventano rigidi, non solubili e non fondibili.

Nello specifico, le resine epossidiche sono polimeri termoindurenti che reagiscono “a freddo”: in pratica, raggiungono la completa reticolazione a temperatura ambiente e grazie a precise reazioni chimiche.

Tali reazioni avvengono fra i due componenti di cui questi formulati sono composti:

  • il componente A è la resina vera e propria e viene chiamato base;
  • il componente B è invece definito “catalizzatore”, perché innesca la reazione che porterà – in un determinato intervallo di tempo – all’indurimento.

Prima di qualsiasi applicazione sarà quindi necessario miscelare questi due componenti – base e catalizzatore – e utilizzare il composto ottenuto entro quella che viene chiamata “pot-life”, ovvero durata in vaso. Superato questo intervallo, la reazione di indurimento non permetterà più una buona lavorabilità della resina epossidica.

Solitamente, la catalizzazione non è immediata come avviene per le resine poliureiche e si attesta nei tempi di quelle poliuretaniche, con le quali condivide anche la natura di polimero termoindurente a freddo.

Vantaggi delle resine epossidiche

Le caratteristiche delle resine epossidiche che sono importanti per un uso in fai da te sono elencate da chiunque abbia scritto un articolo, un post sui Social Network o una cartolina d’auguri in merito. Prodotti come MEMBRAPOL EPOX DECOR – indicato per le modellismo e creazioni artistiche – devono necessariamente essere trasparenti ma colorabili, atossici, lucidi e lavorabili in tempo congruo.

Tuttavia, come scrivevamo a inizio articolo, il fai da te non è l’unico campo di impiego delle resine epossidiche, che vengono anche e soprattutto utilizzate per realizzare pavimentazioni in ambito industriale e nel settore civile.

La ragione è semplice: rispetto ad altre soluzioni presentano dei vantaggi sia per quanto riguarda l’applicazione, sia per tutta la parte relativa all’utilizzo quotidiano e alla resistenza nel tempo.

Solo per elencarne alcuni:

  • la facilità di pulizia e sanificazione, dovuta al fatto che il rivestimento con resina epossidica crea una superficie monolitica, dove batteri e germi non possono annidarsi;
  • la possibilità di essere opaca per evitare che si rifletta la luce, antiscivolo per migliorare il grip di persone e macchinari, o lucida per risaltare esteticamente;
  • una manutenzione che si semplifica enormemente, perché basta localizzare le zone usurate e trattare solo quelle, caratteristica che deriva direttamente dalla natura termoindurente delle resine epossidiche;
  • la resistenza a sollecitazioni meccaniche e agenti chimici, agli acidi e ai solventi, nonché ad alti carichi e traffico gommato.

Tutti questi vantaggi confluiscono nella caratteristica principale delle varie resine epossidiche: la lunga durata di una pavimentazione nel tempo.

Sotto l’ombrello delle resine epossidiche

Viste quali sono le caratteristiche più generali, possiamo passare all’ultima parte dell’articolo: esistono diverse tipologie di resine epossidiche, ognuna adatta a un uso specifico e – di conseguenza – in grado di soddisfare diverse esigenze.

La linea MEMBRAPOL 2500 EPOX è ideale sia per le pavimentazioni industriali che per quelle civili, per rivestimenti con sistemi pellicolari ma anche resinosi autolivellanti. Inoltre, è disponibile anche in versione:

  • trasparente, per pavimenti 3D;
  • traspirante, in modo da scongiurare i rischi di pressioni osmotiche;
  • antistatica, particolarmente utile in ambienti ospedalieri, industrie elettroniche, sale di elaborazione dati.

Se la necessità è quella di realizzare una pavimentazione per interni o per industrie della filiera alimentare, soluzioni come MEMBRAPOL 2600 EPOX/W sono le più indicate. Infatti, sia nella versione opaca che in quella lucida questa resina epossidica è inodore, senza solventi e atossica. In più, ha ottenuto la certificazione HACCP, in modo da adattarsi anche a tutte quelle situazioni in cui viene richiesta una maggiore attenzione e sicurezza.

MEMBRAPOL 2700 EPOX permette di realizzare pavimentazioni che resistano ai solventi, mentre MEMBRAPOL 2950 EPOX è perfetta quando si ha la necessità di un rivestimento che non tema gli acidi. Se invece serve un prodotto che sappia resistere sia ai solventi che agli acidi, allora la scelta è MEMBRAPOL 2900 EPOX.

Ma non finisce qui: il vasto ombrello delle resine epossidiche permette di avere consolidanti ad alte prestazioni, promotori di adesione e impermeabilizzanti adatti a contesti particolari, senza dimenticare MEMBRAPOL NUANCE FINITURA, punta di diamante della linea MyHome & MyWork di Interior Design.

Conclusioni

Come si è visto, una resina epossidica non è soltanto un formulato trasparente che si può utilizzare per creare oggetti artistici, realizzare mobili e darsi al fai da te. Al massimo, è anche questo ma non si riduce a questo.

Oltre a quello che sembra l’uso più gettonato, almeno su Internet, c’è un universo di soluzioni che rendono le resine epossidiche uno dei materiali principali nelle pavimentazioni e nei rivestimenti.

Capaci di adattarsi a contesti anche molto diversi fra loro, sono quasi sempre prodotti che vanno scelti con l’aiuto di un professionista o di un tecnico, che può essere contattato grazie al nostro form richieste.

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